Acque minerali? Non sono tutte uguali!

Trend29/08/2017

Un piccolo vademecum per una scelta consapevole.

Le acque minerali non sono tutte uguali! E non hanno tutte lo stesso impatto sull’organismo. Come ci si orienta nella scelta e soprattutto su cosa ci basa? Le etichette poste sul retro riportano i valori fondamentali. Ad esempio, il residuo fisso a 180°, che rappresenta il quantitativo di sali disciolti in un litro d’acqua una volta portato all’ebollizione alla temperatura di 180°; questo valore si esprime in mg/l e permette di classificare le acque in quattro categorie. Se il residuo fisso è basso, di poco superiore a 50 mg/l, l’acqua sarà povera di sodio e adatta a chi soffre di ipertensione; quando il residuo è compreso fra 500 e 1000mg/l l’acqua è mediamente mineralizzata, utile nell’alimentazione degli sportivi specie quando occorre reintegrare liquidi e sali minerali; residuo fisso superiore a 1000 mg/l significa acqua ricca di sali, terapeutica, con effetto diuretico ma poco adatta a chi soffre di calcoli renali. Vale la pena leggere il contenuto delle singole acque, perché il nostro corpo contiene minerali fra cui sodio, potassio, magnesio e calcio. Questi elementi, se assunti impropriamente, possono essere nocivi.

Il sodio è un elemento molto importante per il nostro corpo, poiché le più importanti funzioni cellulari si basano sulla regolazione del sodio e del potassio. Fondamentale, è che nel nostro corpo non ci sia né troppo né troppo poco sodio; i genere, visto che la nostra alimentazione è ricca di sodio, le acque che ne contengono poco sono preferibili. Per chi soffre di pressione alta, poi, l’acqua povera di sodio è una scelta obbligata. 

I nitrati sono sostanze presenti normalmente in concentrazioni minime e non pericolose ma ad esempio per i neonati non sono assolutamente idonee! Quindi un’acqua adatta a neonati o bambini molto piccoli deve avere un basso contenuto di nitrati (10 mg/l rispetto ai 45 delle acque ordinarie). L’acidità dell’acqua si evince dalla voce °pH alla temperatura dell’acqua di sorgente”: va da 0 (massima acidità) a 14 (massima basicità) con un punto intermedio che definisce una condizione di neutralità, visto che il pH delle acque minerali è di solito compreso fra 6,5 e 8,0. Maggiore è il contenuto di anidride carbonica e solfati e minore sarà il pH.

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