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Il denim per lui?

Trend17/04/2018

Lavorato, strappato, anche iper slim. Una storia senza fine…

Avete mai sentito parlare del denim come della “tela di Nimes”? Nel 1400 la città di Nimes in effetti produceva una tela di fustagno molto resistente, facendo concorrenza alla nostra Genova, che prese il materiale usato per ricoprire le vele delle imbarcazioni e le merci al fine di confezionare pantaloni per i marinai. Erano blu, infatti furono chiamati “bleu de Genes”. E i carichi di tela jeans partivano tutti dal porto di Genova. A renderli popolari però fu un signore ebreo di origine tedesca, Levi Strauss, arrivato nel 1853 in California, che a San Francisco, in piena febbre dell’oro, aprì un emporio per il commercio al dettaglio e decise di approvvigionare i minatori. Fu lì che si accorse della scarsa resistenza dei pantaloni dei cercatori d’oro, sempre chini per terra. Quindi, decise di usare il denim per confezionarne di speciali, che potessero resistere meglio all’usura. 

La Levi Strauss è stata quindi la prima azienda al mondo a creare e distribuire blue jeans. Dai minatori l’indumento si estese ai cowboys, agli agricoltori, agli operai, fino ad arrivare ai miti del cinema degli anni Cinquanta, come James Dean e Marlon Brando. Era nato lo status symbol del jeans, da duri e puri, da “giusti”. Lo è ancora e sempre più. Anzi, quest’anno addirittura anche il total look in denim viene sdoganato come iper trend. Cafedelmar propone giubbini tinti e lavorati ad arte, oltre a una serie di bermuda più o meno fitted e pantaloni che della tela denim fanno il loro imperativo. Belle, anche le giacche con macule, in tela militare, puntinate color sabbia. Sempre in tela di cotone. La storia non finisce mai…

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