In America va il gelato al carbone

Cibo e mangiar bene31/07/2018

Ecco i trend dal mondo. Ma gli italiani…

Sapevate che il Medio Oriente ha un gelato che si chiama Booza (conosciuto anche come Dondurma in Turchia)? Fatto con il salep, una farina ottenuta dal tubero dell’orchidea e dal mastic, la resina vegetale del lentisco. Il risultato è una sostanza gommosa ed elastica, che si arrotola sul cucchiaino. In Thailandia invece stanno prendendo piede gli Ice rolls, composti a base di panna o latte di soia che, raggiunta una certa consistenza, viene rappreso in piccole rose. In America per fare il gelato si usa il carbone è il momento del Charcoal Ice Cream, a base di carbone attivo: a lanciarlo è stata la gelateria newyorkese Morgenstern’s Finest Ice Cream, che ha unito polpa e latte di cocco con la noce del frutto carbonizzata. Boom su Instagram, nuova fissa. Passiamo a Hong Kong: una mistura che alza l’indice glicemico in modo devastante! Si chiama Egg Waffle Ice Cream Cone, un grande waffle ripiegato e riempito di gelato con aggiunta di marshmellow, granelle varie, praline.

Qui in Italia queste amenità vanno poco perché gli italiani sono abituati al gelato di qualità. Anzi, più naturale è e più piace. Ad esempio Cremamore fa gelati senza grassi idrogenati, sostanze ottenute chimicamente dagli oli vegetali che allungano i tempi di conservazione ma non tanto positivi per la salute, perché aumentano l’incidenza del colesterolo cattivo. Ogni gusto è reso al naturale, senza additivi e coloranti: oltre il 50% di frutta e il resto è acqua e zucchero. Per questa estate, se volete un po’ di colore, vi proponiamo la brioche siciliana ripiena di frutti sgargianti!

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