Sgridare il gatto?

Pet03/07/2018

Ci vogliono pazienza e astuzia altrimenti sarà del tutto inutile!

In America c’è un vero e proprio esperto di gatti. Un comportamentista a cui i padroni si rivolgono quando non c’è verso di far cambiare abitudini spiacevoli al proprio compagno peloso. Si chiama Daniel Quagliozzi e ama sempre dire che i gatti non possono essere influenzati o addestrati facilmente: anzi. Di natura sono molto restii ad ogni forma di autorità e di imposizione. Tutto ciò non significa che non possiamo insegnargli a fare determinate cose, solo non nel modo in cui pensiamo noi. Inoltre i gatti percepiscono benissimo le nostre intenzioni, come dei sensitivi, ed amano fare tutto il contrario.

Quindi occorre giocare d’astuzia e non comportarsi come se avessimo a che fare con un cane. Ovvero, se volete far fare una cosa a un gatto… impeditegliela! Ad esempio, sarà molto difficile far capire a un gatto che è sbagliato salire sul tavolo durante la cena e la cosa più sbagliata che si possa fare è picchiarlo. Con i gatti lo schema cambia completamente. Se  vorrete provare ad educare un gatto dovreste utilizzare il meccanismo delle ricompense e mai quello delle punizioni. Perchè il gatto ama essere coccolato e premiato e comportamenti violenti causerebbero la reazione opposta a quella voluta. 

Se il nostro felino fa qualcosa che non ci aggrada la prima cosa da dire è un no secco, con voce squillante, mantenendo un comportamento fermo: se il gatto sta fermo qualche minuto a osservarci avremo colpito nel segno. A quel punto, potremo dargli un po’ di cibo o un giochino, in modo da rafforzare il comportamento positivo. Tanto dipenderà dal carattere del gatto, quindi dovremo imparare a conoscerlo molto bene.

Vi sono poi delle necessità istintive del gatto, come quella di farsi le unghie. Viceversa, se fa pipì sul letto, c’è sicuramente qualcosa che non va e che dovremo appurare: lettiera sporca o condivisa con altri gatti, comportamenti molesti di membri della famiglia, traumi, disagio: il gatto è un animale molto percettivo e sensibile. Una buona strategia, visto che il gatto odia fare i bisogni dove mangia, sarà quella di dargli un po’ di cibo nel luogo dove fa la pipì… ma tendenzialmente dovremo cercare di comprendere il suo comportamento e le motivazioni che lo portano ad agire in quel modo. Qualsiasi cosa ci serva, ad esempio tiragraffi per salvare i divani, lettiere super agglomeranti, giochi, cibo, la troveremo da Maxizoo!

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